Englishman in New York, la canzone di oggi (VIDEO)

Brano di Sting pubblicato nel 1987, dove il cantante ex Police racconta la storia dello scrittore Quentin Crisp.

di Dario Russo 28 agosto 2012 20:13
Sting - Englishman in New York

Gordon Matthew Thomas Sumner o più semplicemente Sting, pubblicò questo brano nel 1987 all’interno di “…nothing like the Sun”, suo secondo disco studio da solista uscito a due anni di distanza da The Dream of the Blue Turtles, l’album che conteneva brani come If You Love Somebody Set Them Free, Russians e Moon Over Bourbon Street.

La canzone fu composta per l’inglese a New York Quentin Crisp, scrittore britannico – trasferito nella grande mela nel 1981 – e simbolo del movimento gay. Sting fu molto colpito dalla sua personalità quando ebbe modo di incontrarlo e rimase molto attento alle sue parole mentre gli raccontava delle difficoltà dovute all’omofobia.

Englishman in New York, la canzone di oggi (VIDEO)

La canzone si apre con la descrizione delle abitudini del personaggio: “Non bevo caffè, solo tè mio caro, il toast mi piace scaldato da una parte sola e puoi sentire dal mio accento che sono un inglese a New York. Mi puoi vedere camminare per la Quinta strada, con un bastone da passeggio, sono uno straniero, sono uno straniero con il permesso di soggiorno.”. Il brano continua con delle lezioni di vita, riprendendo un detto della prestigiosa università di Oxford che dice: “manners maketh man” (sono le maniere a fare l’uomo), ragion per cui, per combattere pregiudizi e ignoranza, bisogna essere se stessi senza mai fuggire da questi problemi, perché un gentiluomo non corre mai: cammina.

Per gli amanti del jazz (e non solo), sarà cosa buona aprire bene le orecchie al minuto 2:14 per un breve orgasmo musicale, dato lo straordinario spezzone strumentale, dove è possibile apprezzare ancor di più il sassofono di Branford Marsalis.

Il brano,stranamente , al suo esordio non ha avuto ottimi posizionamenti nelle varie classifiche internazionali, ed è stato riscoperto solo negli anni successivi, quando vari artisti hanno incominciato a farne delle cover.

All’interno del disco è da apprezzare anche un brano come Fragile, la cover Little Wing di Jimi Hendrix e la presenza di altri artisti del calibro di Eric Clapton e di Mark Knopfler (chitarra in They Dance Alone), oltre all’ottima batteria di Manu Katché.

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