Another Brick in The Wall, la canzone di oggi (VIDEO)

Leggendario brano dei Pink Floyd pubblicato all'interno di The Wall del 1979.

di Dario Russo 6 settembre 2012 22:39
Pink Floyd - Another Brick in The Wall

Questa è un’altra di quelle canzoni che chiunque abbia suonato in un gruppo, non può non aver fatto almeno una volta. Anche se la band non ha questo brano in scaletta finisce sempre per suonarla o come riscaldamento o verso la fine delle prove, magari quando c’è ancora qualche minuto disponibile dal fitto della sala.

Il pezzo contenuto nell’album di The Wall del 1979 è diviso in tre parti, di cui la seconda è quella più celebre.

Ci troviamo di fronte ad una di quelle canzoni che verranno tramandate di generazione in generazione, dato il forte valore simbolico e la forza dirompente della clip. Il video vede un giovane studente che è stato rimproverato dal suo insegnante davanti a tutta la classe. Il ragazzo, a questo punto, fa un viaggio mentale dando libero sfogo alla sua fantasia. Il sogno si apre con un’enorme schiera di studenti che avanzano verso un gigantesco tritacarne. I ragazzi si ritrovano senza più un volto e destinati al macello. No, non se ne può più. Parte la ribellione, gli studenti distruggono la scuola incendiandola.

Another Brick in The Wall, la canzone di oggi (VIDEO)

Dato il forte significato simbolico, gli studenti di colore di Elsie’s River (Città del Capo – Sud Africa), la usarono come inno di protesta per via delle discriminazioni razziali subite.

Il pezzo, arricchito dalla straordinaria chitarra di David Gilmour, fu scritto dal bassista dei Pink Floyd; Roger Waters, compose il brano non tanto per criticare la scuola ma un certo tipo di scuola e di educazione, troppo legata al nozionismo senza voler aprire le menti agli studenti. Un inno contro il clima di terrore imposto dagli insegnanti durante le lezioni. Non a caso, si sente ad un certo punto: “Hey, Teacher, leave those kids alone!”, cantato da un coro di 23 ragazzi di età compresa tra i 13 e 15 anni, le cui voci vennero sovrapposte tra di loro ben 12 volte per dare l’effetto che fossero di più.

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