Everybody Needs Somebody, la canzone di oggi (VIDEO)

Brano famoso per l'interpretazione dei Blues Brothers anche se originariamente fu realizzata dall'arcivescovo Solomon Burke.

di Dario Russo 4 gennaio 2013 22:50

Capita spesso che una canzone diventi un vero e proprio inno ricco di significati, magari venendo usata come strumento di aggregazione o messaggio di un atto di fede. Tra i tanti brani in circolazione, uno dei più coinvolgenti e curiosi per la sua storia, è sicuramente “Everybody needs somebody”.

Il pezzo nacque nel 1964 dall’arcivescovo Solomon Burke che prese spunto da The Love March, un canto usato durante l’offertorio delle messe. Successivamente, a Burke – una sera – gli vennero in mente le parole che sua nonna era solita pronunciare, ossia: “Everybody needs somebody to love” (“Tutti hanno bisogno di qualcuno da amare”). A questo punto la canzone venne fuori facile unendo le parole della nonna con la musica dell’offertorio. Realizzato il brano, naturalmente Burke lo adottò nella sua chiesa e il successo fu qualcosa senza precedenti.

Everybody Needs Somebody, la canzone di oggi (VIDEO)

Solomon Burke che già aveva inciso musica gospel tra il 1955 e il 1958 per la Apollo Records, venne notato da Jerry Wexler della Atlantic anche se non era molto convinto della potenzialità di questo singolo che a lui pareva troppo veloce; si sbagliò di grosso, soprattutto se si pensa che i Blues Brothers Dan Aykroyd e John Belushi la reinterpretarono nel 1980 al doppio della velocità e ad oggi questa versione resta in assoluto quella più nota, anche molto di più di quella originale.

Everybody Needs Somebody, la canzone di oggi (VIDEO)

Per poter capire il grande successo del brano basti pensare che sono stati veramente in tanti a riproporlo, come hanno fatto per esempio Aretha Franklin e i Rolling Stones che fecero la cover nel disco The Rolling Stones No.2 del 1965. Inoltre, la band di Mick Jagger portò sul palco dei tour 2002-2003 proprio Solomon Burke per cantare il singolo dal vivo. Una di queste esibizioni è stata inserita nell’album Live Licks.

Il magazine Rolling Stone ha classificato il pezzo tra le migliori 500 canzoni di sempre.

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