The Musical Box, la canzone di oggi (VIDEO)

Brano dei Genesis del 1971 in cui esordirono Phil Collins e Steve Hackett.

di Dario Russo 14 dicembre 2012 3:42
Genesis - The Musical Box

Era il 1971 e The Musical Box apriva “Nursery Cryme”, terzo album dei Genesis, il primo con Phil Collins alla batteria al posto di John Mayhew e con il chitarrista Steve Hackett al posto di Anthony Phillips.

Il nome del disco parafrasava le nursery rhymes, ossia le filastrocche per i bambini, molto in voga nel mondo anglosassone, combaciandosi perfettamente con “the musical box”, una storia di bambini in cui “Cynthia dal dolce sorriso sollevò in alto la sua mazza e graziosamente decapitò Henry”. Quest’immagine è ben raffigurata nella copertina del vinile in cui si vede la bambina Cynthia che – mentre gioca a croquet – decapita con la mazza Henry. Tempo dopo Cynthia entrerà nella camera di Henry, vede il suo carillon (ossia il musical box), lo apre e così incomincia a sentire la melodia di una filastrocca che farà rivivere l’anima di Henry. A quel punto, l’anima di Henry dirà a Cynthia “why don’t you touch me, touch me, touch me now” ossia “perché non mi tocchi, toccami, toccami ora”, ma entrerà nella stanza la tata, il musical box verrà gettato via e l’anima di Henry si dissolverà.

The Musical Box, la canzone di oggi (VIDEO)

Un canzone di circa dieci minuti, un tempo lunghissimo per i giorni nostri, ma normale per gli anni ’70 e sopratutto per il rock progressive. Nel brano, come in tutto il disco, si incrocia il macabro con temi fiabeschi che farà si che i Genesis vengano conosciuti e apprezzati anche in Italia, dove si svilupperà un grosso fermento per la musica prog.

Paradossalmente, il disco fu accolto con un certo distacco proprio in Inghilterra, nonostante Keith Emerson avesse promosso con entusiasmo il lavoro. “Nursery Cryme” si piazzerà nelle top ten italiane e al primo posto nelle classifiche di Olanda e Belgio e solo nel tempo, quando il gruppo diede vita anche ad altri album straordinari come “Foxtrot” e “Selling England by the Pound” venne apprezzato in pieno, diventando uno tra i lavori più importanti del gruppo.

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