Lucky Man, la canzone di oggi (VIDEO)

Primo successo degli Emerson, Lake & Palmer del 1970, scritto da Greg Lake in tenera età e arricchito dal sintetizzatore di Keith Emerson.

di Dario Russo 12 novembre 2012 2:28
Emerson, Lake & Palmer - Lucky Man

Anno 1970 e gli Emerson, Lake & Palmer erano alle prese con il loro primo album che però gli creò non pochi problemi. Come da contratto avrebbero dovuto incidere circa venti minuti di musica per lato del vinile; strano a credersi ma a quanto pare il gruppo non aveva materiale sufficiente per realizzare il disco, rischiando di far saltare seriamente la loro uscita. Cosa fare?

C’era solo tempo per un ultimo giorno di registrazione e tutti stavano pensando a cosa poter inventare, quando ad un certo punto Greg Lake pensò ad una canzone scritta all’età di soli dodici anni che intitolò Lucky Man. Carl Palmer non ci pensò sopra due volte e si mise a lavoro per provarla apportando delle correzioni, mentre a Keith Emerson fu chiesto di dare un contributo con il suo Moog. Il gruppo entrò in sala prove e incominciò a suonare, Keith Emerson elaborò il suo famoso  assolo ma inconsapevole che Greg Lake aveva chiesto di far registrare il tutto. Il lavoro di Emerson fu perfetto però si innervosì quando gli dissero che era stato inciso, poiché non era convinto del risultato.

Lucky Man, la canzone di oggi (VIDEO)

Lucky Man venne inserita del primo vinile del gruppo, anche se questi scoprirono solo dalla radio che il brano fu usato come singolo di lancio del progetto. L’idea fu del loro manager e a quanto pare fece un’ottima scelta, anche se il gruppo non era molto convinto del pezzo poiché non rispettava al meglio la loro anima progressive.

Nel bene o nel male fu proprio da Lucky Man che partirà il successo degli Emerson, Lake & Palmer e che  fece conoscere al mondo sopratutto le qualità di Keith Emerson, continuando a dimostrare il suo potenziale anche con Tarkus e con i successivi dischi.

E pensare che Emerson non era convinto della qualità della sua registrazione ma alla fine: “Tutti mi chiedevano quel dannato assolo… Non ne potevo più!

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