Pata Pata, la canzone di oggi (VIDEO)

Canzone di Miriam Makeba degli anni '60 che ispirò il tuca tuca di Raffaella Carrà.

di Dario Russo 12 settembre 2012 21:54
Miriam Makeba - Pata Pata

Il brano anni ’60 ritornò in voga grazie ad un noto spot pubblicitario di gelati, ma per i più ferrati in campo musicale, Pata Pata è sempre stato il pezzo encomiabile della mitica Miriam Makeba.

Il pata pata altro non è che il nome di un famoso ballo molto in voga a Johannesburg (Sud Africa) e significa tocca tocca, precursore del tuca tuca di Raffaella Carrà. La Makeba incise la canzone in lingua xhosa, una delle innumerevoli lingue bantu del Sud Africa e ha un testo molto semplice: “Ogni venerdì e Sabato sera, arriva l’ora del pata pata, la musica continua all’infinito, fino a quando la luce del mattino arriva a splendere”.

Per quanto la canzone non abbia nulla di particolarmente complesso, il ritmo e il timbro vocale di Mama Afrika, rimasero impresse ai più, raggiungendo la fama in tutto il mondo.

Pata Pata, la canzone di oggi (VIDEO)

Miriam Makeba, oltre ad essere ricordata come una delle grande interpreti della world music, è stata acclamata come un simbolo delle battaglie politiche e sociali, combattendo apertamente l’apartheid. A causa delle discriminazioni razziali la Makeba dovette andare in esilio sia in America che in Europa, dato che il regime di apartheid le impedì di percepire le royalties dei suoi brani. Nonostante questo epilogo non tutt’altro che felice, l’esilio la porto a conoscere negli Stati Uniti il musicista e attore Harry Belafonte con cui cominciò a lavorare, riuscendo a rafforzare la sua popolarità.

La fama di Miriam Makeba arrivò anche in Italia, tanto che nel 1990 partecipò al Festival di Sanremo presentando con Caterina Caselli il brano Give Me a Reason, versione inglese di Bisognerebbe non pensare che a te.

L’artista purtroppo è morta in Italia a Castel Volturno (provincia di Caserta) tra la notte del 9 e del 10 Novembre, dopo aver tenuto un concerto anticamorra in sostegno allo scrittore Roberto Saviano.

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